C’è una strada nel bosco del Marganai

 

Provare a inventarsi un lavoro puntando su ambiente, archeologia mineraria e turismo. Riuscire nell’intento proprio in quell’angolo appassito di Sardegna, il Sulcis, dove disoccupazione ed emigrazione giovanile sono entrambe in costante aumento.

Nasce tra i lecci del Marganai di Iglesias la favola felice di “Linasia” (http://web.tiscali.it/linasia), il primo esempio nell’isola di una cooperativa che gestisce con successo beni demaniali, terreni e case appartenuti un tempo alle società minerarie e passati in seguito all’Ente Foreste della Sardegna.

Svago e turismo culturale. Questa la ricetta proposta da “Linasia” in un territorio dove il Geoparco rimane per ora un miraggio avvolto da una fitta cortina di chiacchiere e polemiche. L’attività della cooperativa, che conta dodici soci (età media 32 anni), è intrinsecamente legata al progetto di giardino montano realizzato a partire dal 1992.

“Il giardino è il nostro fiore all’occhiello” spiega Sergio Todde, naturalista e socio di “Linasia”. “Si estende per 9000 metri quadri a 720 metri d’altitudine. Un percorso che racchiude tutta la flora del Marganai e del Linas, nonché tutti gli endemismi sardi, organizzati per ambienti: lecceta, macchia mediterranea, vegetazione rupestre e flora acquatica”. Ogni anno il giardino, realizzato in collaborazione con l’Università di Cagliari, è meta di circa duemila visitatori. Scolari, studenti, universitari ma anche semplici curiosi o veri esperti di botanica, spesso stranieri, che possono fruire di tutte le informazioni sulle specie presenti, alcune delle quali molto rare, come la sesleria o lo spillone del Sulcis. Insomma un’oasi naturale, seppur progettata a tavolino, che mette insieme rigore scientifico e godimento estetico raccogliendo consensi molto ampi. Le richieste per visite guidate, specialmente nel periodo primaverile, fioccano da tutta Europa, soprattutto dagli appassionati di botanica tedeschi.

Ma “Linasia” non è solo didattica ambientale, come spiega il presidente della cooperativa, Paolo Loddo, 33 anni, perito informatico.”Quando siamo nati, nel 1995, avevamo semplicemente chiesto all’Ente Foreste di gestire il giardino e formare le guide per le visite. Non avevamo una lira di finanziamento, ci quotavamo ogni giorno anche per pagare la benzina. Però avevamo passione e idee. Così, qualche tempo dopo, abbiamo ottenuto il permesso di metter su, sempre a spese nostre, un punto ristoro per i visitatori, cominciando a preparare pranzi campestri.” La cooperativa stipulò con l’Ente foreste una convenzione triennale, il cui rinnovo, poi concretizzatosi, era subordinato al raggiungimento di determinati obiettivi.

Una volta partita “Linasia” non si è più fermata. La ristrutturazione di immobili fatiscenti si è estesa anche a due vecchi casolari che oggi ospitano la foresteria e “Casa Natura”, un piccolo ma suggestivo museo che custodisce reperti di ogni genere (minerali, fossili, oggetti legati all’attività estrattiva), testimonianze preziose di tutte le intraprese succedutesi nel corso del tempo in questa zona. “Il Marganai non è mai stato solo ambiente ma anche archeologia, miniera, storia” spiega Todde. “In tal senso va interpretata anche la presenza di una carbonaia che utilizziamo solo a fini didattici, per far capire ai visitatori come in passato qui venisse prodotto il carbone”.

La cooperativa fattura circa trecento milioni di lire all’anno e, oltre alle visite guidate al museo e al giardino, organizza escursioni a piedi, a cavallo, in fuoristrada e in mountain – bike, anche secondo itinerari a tema (botanica, micologia, miniera). I soci durante il periodo estivo vengono affiancati da una decina di persone assunte part time.

“Possiamo organizzare anche mostre, conferenze e convegni specialistici perché disponiamo di una sala ad hoc” aggiunge Loddo “Di recente ne abbiamo ospitato uno sulle orchidee spontanee in Sardegna”.

L’attività ricettiva, oltre ai pranzi campestri, prevede anche la gestione delle aree attrezzate a valle, in località Mamenga, e l’affitto, a 15 euro giornalieri per persona, di due appartamenti indipendenti da tre e sei posti letto, entrambi perfettamente arredati e provvisti di cucina e servizi, dove è possibile trascorrere brevi soggiorni in tutti i periodi dell’anno.

I prossimi obiettivi che “Linasia” si prefigge, di concerto con l’Ente foreste, riguardano la reintroduzione nel Marganai del cervo sardo e, grazie ai contributi “de minimis”, l’acquisto di altri fuoristrada che consentano di accompagnare i visitatori in tutta l’area di pertinenza dell’Ente fino a Monti Mannu, Oridda e al villaggio minerario di Arenas.

“Le difficoltà non sono mancate” conclude Paolo Loddo “ma oggi che abbiamo iniziato l’ottavo anno di attività e che stiamo intensificando anche l’aspetto promozionale, possiamo dire con soddisfazione che siamo riusciti a crearci un lavoro ricco di gratificazioni anche a livello personale. Inoltre la nostra esperienza è riproducibile in altre zone tanto è vero che, disponendo in tutta la Sardegna di un centinaio di foreste demaniali, l’Ente sta pensando di applicare questo modello di sviluppo anche a Villacidro”.

Questa è “Linasia”, un esempio per chi non vuole più vivere di illusioni. “Sardinews”, marzo 2003

 

 

 

C’è una strada nel bosco del Marganaiultima modifica: 2006-04-27T12:40:00+02:00da robchef
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