Arziadas, sentieri che diventano strade

 

“La cosa difficile non è abbracciare le nuove idee ma abbandonare le vecchie”. La frase fa da didascalia ad una foto di fine Ottocento che ritrae un vecchio, baffoni candidi e costume sardo, seduto su un muretto lungo la strada per Monteponi. Parole e immagini che definiscono la filosofia di Arziadas, la snc iglesiente specializzata in strutturazione di portali interattivi, siti Internet aziendali e promozione pubblicitaria. Nata nel maggio 2001 dall’idea di innestare la tecnologia e la Rete nel mondo delle miniere, Arziadas declina già nel nome la difficoltà di una simile scommessa. “Sapevamo che la strada sarebbe stata in salita perciò abbiamo scelto questo nome” spiega Pierpaolo Secchi, 29 anni, uno dei quattro soci con Fabio Simeone, 27, Ivan Desogus, 31, e Fabrizio Casula, 34. “Fare impresa nel Sulcis è più difficile che nel resto dell’isola, per una questione di mentalità e di denaro. L’importante è crederci, convincere gli imprenditori a percorrere i sentieri giusti: sentieri che poi, come dice un altro nostro slogan, possano diventare strade”.

Struttura snella, una fitta rete di collaboratori (“è da presuntuosi pensare di far tutto da soli”), la società da un lato opera su Internet, dall’altro si propone quale prima agenzia di pubblicità del Sulcis – Iglesiente.

Arziadas.com è il portale turistico commerciale del territorio. Offre informazioni e spazi a tutti quelli che lavorano per promuovere il sud ovest della Sardegna presso il popolo dei vacanzieri. È un portale ricco di contenuti, aperto, al quale collaborano perfino pittori, scrittori di fantascienza, giornalisti.

Arziadas.it è invece il “sito dei siti”, il portfolio clienti, la vetrina che ospita gli spazi web di aziende, cooperative, imprese commerciali ma anche ristoranti o semplici negozi. E qui la salita si fa più dura.

“Il rapporto tra Internet e imprenditori nel Sulcis è ancora in gran parte da costruire. Probabilmente l’errore è stato fatto a monte: si è cercato di vendere qualcosa a qualcuno senza spiegare a questo qualcuno come dovesse utilizzare lo strumento che stava acquistando. L’imprenditore, da solo, non arriva alla Rete; quelli che lo fanno si contano sulle dita di una mano. Viviamo in un contesto dove non sono pochi quelli che adoperano ancora la vecchia Olivetti anziché la tastiera, la lettera anziché l’e mail” prosegue Secchi. La ricetta è armarsi di tanta pazienza, fare capillare opera di informazione e persuasione, capire le esigenze di ciascun cliente per confezionargli l’abito, anzi il sito, su misura.

“L’importante non è proporre il meglio sulla piazza ma quel che realmente fa al caso del committente. Se analizziamo i siti che abbiamo allestito, non ne troveremo due uguali perché tutti sono personalizzati, pensati ad hoc per ciascuna realtà imprenditoriale”. Un sito standard, ad esempio per un albergo, prevede, oltre al dominio, sei o sette pagine, una decina di foto, il modulo per la prenotazione. Gli aggiornamenti, a richiesta o pattuiti al momento dell’accordo, sono conteggiati a parte, stipulando contratti di outsourcing con i clienti.

Svariata la tipologia di siti. C’è quello istituzionale dell’Università (www.scienzedeimateriali.org) che consente all’utente continui aggiornamenti da ogni parte del mondo, il primo portale sardo di informazione medica (www.sardegnamedica.it), ma anche a quello della diocesi sulcitana per finire con www.coltellosardo.com che offre anche la possibilità di acquistare on line.

Ultimo, ma non meno importante, ramo di attività di Arziadas è l’agenzia di pubblicità. Anche in questo caso la strada è in salita. Nel 2003 il mercato pubblicitario, a livello nazionale, ha registrato forti segnali di recessione, con la luminosa, e forse non sorprendente, eccezione di Pubblitalia.

“Al contrario di ciò che si potrebbe immaginare il mercato potenziale non è ristretto: i clienti ci sono” dice Pierpaolo Secchi. “Il problema nasce sotto il profilo economico. In pubblicità non esistono mezze misure: se devo promuovere un prodotto lo devo fare a 360 gradi, mettendo in conto i costi che questo comporta. Purtroppo di questi tempi gli imprenditori non hanno molti soldi da investire. Anzi, se un’azienda ha spese da tagliare, le prime saranno certamente quelle promozionali. Detto questo, il nostro compito è quello di creare la campagna pubblicitaria: slogan, grafica, indicare i supporti di cui avvalersi e cosi via. Forniamo la consulenza, costruiamo il progetto pubblicitario in base ai due parametri che ci fornisce il cliente: budget di investimento e target al quale riferirsi, anche ricorrendo al direct marketing”. Le commesse ci sono, arrivano dal Sulcis, dal Medio Campidano e dall’hinterland cagliaritano. Poi c’è la cura della pubblicità sulle pagine sulcitane dell’Unione Sarda. Insomma adelante con juicio, dosando cautela ed entusiasmo, per i quattro giovani le possibilità di crescere ci sono.

“Ora vorremmo ampliare la nostra rete commerciale e migliorare i servizi” conclude Pierpaolo Secchi. Poi, certo, sarebbe una grande cosa riuscire ad assumere, dare una busta paga a qualche altro. Siamo fiduciosi, anche se è dura, anche se è Arziadas: ma d’altronde lo sapevamo fin dall’inizio”. “Sardinews”, giugno 2004

 

Arziadas, sentieri che diventano stradeultima modifica: 2006-08-29T13:10:00+02:00da robchef
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