Nel Getsemani di Villamassargia

 “Lei” sta lì, maestosa come si conviene a chi possiede una bellezza speciale, che sa quasi di magia. Da queste parti tutti la chiamano semplicemente Sa regina, senza bisogno di aggiungere altro. L’albero di ulivo più grande di tutto il bacino del Mediterraneo ha la sua reggia a S’Ortu mannu di Villamassargia, «un luogo incantato come quelli delle fiabe» spiega un’esperta come Rosy Sgaravatti, vice presidente dell’associazione giardini italiani, mentre guarda rapita quelle che definisce «sculture della natura».

Attorno olivi a perdita d’occhio, un immenso Getsemani alle falde della collina sulla quale svetta ciò che resta del castello di Gioiosa Guardia. Ce ne è di tutte le fogge e, a parte “sua maestà”, si resta colpiti da un magnifico esemplare dal tronco cavo. In questa sorta di grembo è nato un altro albero, la cui crescita è stata fermata dalla mancanza di spazio. Ora stanno lì, l’olivo grande e quello piccolo, uniti per sempre, e fanno venire in mente una madre che canta al figlio una dolcissima nenia.

La storia di questo posto affonda le sue radici indietro nei secoli. «In origine S’Ortu mannu era esteso oltre cinquecento ettari. Gli ulivi vennero piantati sotto la dominazione pisana e sfruttati a mezzadria» spiega Martino Dessì, ex sindaco di Villamassargia. «La particolarità di questa immensa tenuta consisteva nel fatto che i singoli alberi appartenevano a gente che non era padrona del terreno sul quale erano cresciute le piante». Una peculiarità che è rimasta immutata nei secoli fino a qualche anno fa. «Ogni anno, durante il periodo della raccolta delle olive, veniva nominato un guardiano che aveva l’onere di custodire gli alberi» continua Dessì. «Ciascun proprietario, era tenuto a versare il 50% del prodotto a quella che potremmo definire la pubblica amministrazione». Ancora oggi sui tronchi di questi immensi alberi si notano, vergate con la vernice, le sigle dei proprietari di un tempo. Fino agli anni Ottanta la tradizione è sempre stata rispettata. In mezzo agli alberi veniva allestita sa baracca, il ricovero del guardiano. «Lo ricordo come fosse oggi perché mio padre è stato uno dei custodi» dice Dessì. «Scendeva al fiume per trovare i giunchi e i rami d’oleandro adatti a costruire la baracca e conosceva i proprietari uno per uno. Ricordo l’odore delle olive appena tagliate, i carri che facevano il trasporto al mulino, l’odore intenso dell’olio». Pagine di vita contadina che ad un certo punto si sono chiuse. Molti proprietari hanno cominciato a disinteressarsi e per S’Ortu mannu è cominciata un’epoca decisamente meno florida della precedente.

A quel punto, per fortuna, è entrato in ballo il comune di Villamassargia che ha espropriato una parte dell’area. «Dieci anni fa, grazie alla copertura finanziaria della regione, abbiamo avviato l’iter per acquisire poco meno di tredici ettari» ricorda l’ex sindaco. «La questione non è stata semplice proprio per la distinzione esistente tra proprietà del suolo e proprietà degli alberi. Con l’esproprio infatti il comune divenne padrone della terra ma non degli olivi». A risolvere il problema ci hanno pensato però gli stessi proprietari donando le proprie piante all’amministrazione comunale e ottenendo in cambio l’usufrutto degli olivi.

Un patrimonio del genere, gli alberi sono in tutto 370, merita un’adeguata valorizzazione. Dal 1988 è nato il Gev, gruppo ecologico villamassargese, quarantacinque volontari che si fanno carico di tenere puliti gli olivi. Ma questo non basta «La prima cosa da fare sarebbe quella di stabilire l’età delle piante. Ad occhio e croce credo che oscilli tra gli ottocento e i mille anni» afferma Rosy Sgaravatti. «Poi sarebbe opportuno creare percorsi didattici per le scuole, punti ristoro per i visitatori e soprattutto pubblicizzare la bellezza di questo luogo. Come associazione giardini italiani stiamo predisponendo un opuscolo ad hoc. Ma di S’Ortu mannu si occuperà anche un convegno sugli olivi che è stato organizzato dall’accademia dei Georgofili». “Il Giornale di Sardegna”, 10 ottobre 2004

Nel Getsemani di Villamassargiaultima modifica: 2007-04-08T17:40:00+02:00da robchef
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