Turismo integrato secondo il modello Start

 

Gestire i beni culturali e ambientali in modo scientifico e finalizzato allo sviluppo integrato del territorio. Parte da Fluminimaggiore un innovativo modello di programmazione turistica e a firmarlo sono Luciano Menghi e Lino Cianciotto, artefici del modello “Start”, che consente di valorizzare in modo “sistemico” qualsiasi territorio, aprendolo come uno scrigno per farne risaltare, esaltandole, tutte le peculiarità capaci di creare interesse, turismo e profitto.

Finanziato con capitali privati, il progetto ha mosso i primi passi nel 1993 e ha goduto dell’apporto di professionisti, società ed enti.

Ne parliamo con Lino Cianciotto, amministratore di “Start VL (www.startvl.it), società fluminese che, in tempi come quelli attuali in cui il denaro pubblico è sempre meno distribuito “a pioggia”, propone piani concretamente realizzabili attraverso la valorizzazione delle risorse locali

“Da noi in Sardegna” dice Cianciotto “l’offerta turistica è frammentaria, sporadica e quasi mai compresa in un quadro generale che consenta, tramite la presenza continua di ospiti, un apporto economico e duraturo. Spesso tutto è affidato alla buona volontà del singolo perché manca qualsiasi programmazione. Abbiamo enormi potenzialità ma non sappiamo canalizzarle coerentemente verso un unico obiettivo. Ecco allora la necessità di un modello”.

A che serve?

“Serve a creare un contenitore che orienti le capacità dei singoli verso un fine comune, affrontando i problemi in una visone di sistema. Inoltre il modello è replicabile all’infinito, garantisce standard qualitativi elevati ed è suscettibile di continui aggiornamenti e miglioramenti”.

In che modo?

“Integrando i diversi progetti e formando le risorse umane in base a motivazioni, competenze e attitudini ben precise. Il modello “Start” consente di definire cosa fare (prodotti), perché farlo (obiettivi), chi lo deve fare (compiti e responsabilità) e quando farlo (fasi del progetto).Tutte le attività si avvalgono di strumenti (manuali, guide, modulistica, software), metodologie e organizzazione. Qualora sia utile la costituzione di cooperative o società che gestiscano in chiave imprenditoriale le risorse di una certa zona, noi siamo in grado di procedere alla selezione e alla formazione dei gruppi locali che prendono parte al progetto. In tal modo le persone che compongono il team di lavoro possono operare in simbiosi perché ognuno sa già a priori quale compito deve svolgere”.

Ma, di fatto, come agite?

“Spesso si sostiene che sia la carenza di strutture ricettive ad impedire l’afflusso dei turisti. È vero ma non è tutto. In Sardegna la gente viene tre quattro mesi l’anno, d’estate. Poi tutto si ferma. Per offrire turismo dodici mesi l’anno bisogna cambiare il modo di pensare e valorizzare anche le zone interne, con le loro ricchezze così suggestive e nascoste. Ecco perché il nostro modello passa al setaccio il territorio. Partiamo con una dettagliata analisi di tutto ciò che una zona offre sotto ogni profilo, culturale, ambientale, sportivo, artigianale, gastronomico. Quanto è presente in loco è censito in una sorta di banca dati grazie ad una catalogazione in 27 categorie, 100 sottocategorie e 320 classi. Ne viene fuori una fotografia della realtà locale che comprende tutto, dai musei alle sagre, dai servizi di pubblica utilità alle strutture ricettive. Tutte le peculiarità sono analizzate e sistematizzate grazie alla macchina informativa costituita dalle risorse umane locali. Il che, tradotto in pratica, significa individuare mete e itinerari tematici, punti sosta, modalità di comunicazione, percorsi sportivi amatoriali e per professionisti”.

Dopo che avviene?

“La fase successiva è la creazione di figure giuridiche che, costituite in agenzie turistiche locali, divengano l’interfaccia tra il territorio e il mondo esterno. È quanto avvenuto a Fonni, Pauli Arbarei e Fluminimaggiore: realtà sorte grazie al nostro modello e che ora sono autonome. Inoltre forniamo consulenza, assistenza organizzativa e servizi agli imprenditori e formazione professionale per avviare e sostenere attività economiche anche dell’indotto. Infine diamo spazio anche al marketing tramite la realizzazione di guide, audiovisivi, depliant. Agli Enti locali invece forniamo prodotti e servizi per allestire piani di sviluppo, sempre più richiesti dalle componenti politiche e tecniche”.

Per portare avanti il vostro progetto vi avvalete di collaboratori?

“Sì. Abbiamo cinque professionisti e un nutrito numero di manager e specialisti di alto livello. Inoltre abbiamo consolidato alcune partnership con società specializzate in certificazione ambientale, nella disamina di opportunità e finanziamenti che sono messi a disposizione da leggi regionali, nazionali e comunitarie. Inoltre, insieme al CNR di Sassari e ad alcune software house, facciamo parte del consorzio Ecomedit”.

Il modello “Start” consente alle singole realtà locali di acquisire una metodologia che propone un modello turistico alternativo, coerentemente con le politiche di sviluppo locale e in linea con la programmazione dell’Unione Europea. “Sardinews”, febbraio 2003

Turismo integrato secondo il modello Startultima modifica: 2007-04-17T12:45:00+02:00da robchef
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