Argento vivo

 

Gestisce l’unico centro pilota in Sardegna per la lavorazione dell’argento ed è intitolata al patrono degli orafi e degli argentieri. La cooperativa “Sant’Eligio” di Iglesias è sorta nove anni fa per volontà dell’ISOLA, proprio in quella che fin dall’epoca della dominazione pisana è stata, secondo la definizione dello storico Marco Tangheroni, la “città dell’argento”.

Nata come emanazione della scuola per argentieri, ha avuto una vita piuttosto travagliata, subendo, nel corso della sua neanche decennale attività, ben tre rimpasti, con un andirivieni di soci che peraltro non ne ha mai messo in forse l’esistenza. Oggi a reggerne le sorti sono quattro ragazzi e una ragazza (età media 32 anni) che, pur tra mille difficoltà, realizzano prodotti di altissima qualità, molto apprezzati sul mercato regionale e della penisola.

“Abbiamo iniziato tutti e cinque come dipendenti della cooperativa” spiega il presidente Paolo Essenziale “e in un secondo momento siamo subentrati come soci, riuscendo a far fruttare l’attività e a garantirci uno stipendio”.

Piatti e soprammobili, vasi e gioielli, bicchieri e monete: tranne l’estrazione dell’argento dalla miniera, tutto il resto viene ideato e realizzato nel laboratorio di via Cattaneo ad Iglesias, dove “Sant’Eligio” ha anche lo spazio espositivo e il punto vendita.

“La maggior parte della produzione riguarda il cesellato” prosegue Essenziale. “C’è il tipo a sbalzo classico che riproduce motivi floreali e c’è quello con i ricami sardi, tipicamente nostro. Abbiamo cercato di unire la tradizione dello sbalzo con quella dell’incisione e dello zigrino, facendo assumere alla nostra argenteria venature orientaleggianti”.

Eccezion fatta per l’oggettistica di committenza ecclesiastica, tuttavia abbastanza standardizzata (croci e calici, patene e pissidi), i soci infatti non hanno potuto attingere a modelli risalenti all’antica tradizione argentiera iglesiente che nel tempo è andata completamente perduta. Da qui l’esigenza di reinventare un certo tipo di ornato che comunque incontra i favori del pubblico. Così tra una fiera a Pavia, le esposizioni presso i circoli dei sardi del Nord Italia e le commesse delle gioiellerie calabresi, la cooperativa “Sant’Eligio” asseconda le esigenze della clientela tramite la diversificazione della produzione, in modo tale da riuscire a coprire un po’ tutte le fasce di prezzi. “Non tutti possono spendere mille euro per un piatto” dice Alessio Bardi, un altro dei soci. “L’ attenta osservazione del mercato ci ha spinto a proporre oggetti che combinano l’argento con il vetro o la ceramica: portaritratti, candelabri, lampade”. Non mancano poi oggetti caratteristici della terra di miniera come le riproduzioni delle lampade ad acetilene usate una volta in galleria o quelle degli aquilini e degli alfonsini, le monete coniate dalla zecca di Iglesias rispettivamente sotto i Donoratico e gli Aragonesi.

Tuttavia il reparto che “tira” maggiormente, benché varato più di recente, è naturalmente la gioielleria. In attesa di cimentarsi con la filigrana, la cooperativa può vantare un ampio novero di realizzazioni tra le più diverse, dalle semplici spille alle più fantasiose collane, passando per anelli, bracciali e orecchini Un repertorio di preziosi dove l’arte e la maestria dell’argentiere ha modo di manifestarsi con pienezza in un trionfo di forme e soluzioni davvero sorprendenti. I lavori vengono anche realizzati su richiesta, in tempi relativamente brevi: due settimane per un piatto o una collana particolarmente arzigogolata.

“A parte l’argento, che acquistiamo a Firenze o Arezzo, ” aggiunge Essenziale “voglio sottolineare come tutta la produzione sia esclusivamente opera nostra. Lavoriamo soprattutto sul laminato che consente di produrre assemblando le varie parti che compongono un oggetto. Acquistare il laminato accorcia i tempi di lavoro ma incide sui costi perché la lavorazione costa molto, 50 lire al grammo. Ma siamo anche in grado di realizzare qualsiasi cosa partendo dalla graniglia, attraverso un laborioso e delicato processo di fusione, secondo la tecnica a cera persa. Inoltre, ed è una peculiarità solo nostra, ripariamo e riargentiamo qualsiasi oggetto danneggiato”.

La cooperativa inoltre funge anche da vera e propria scuola perché per conto della Regione tiene corsi di formazione ai giovani interessati ad imparare il mestiere.

Produzione, vendita e didattica. “Sant’Eligio” ha tutte le caratteristiche di un centro artigianale che se operasse in un altro contesto godrebbe probabilmente di ben altra considerazione. Non mancano infatti le dolenti note. “Le difficoltà che incontriamo sono di ordine burocratico” conclude Essenziale. “Pochi finanziamenti pubblici e scarsa sensibilità degli amministratori. Ci piacerebbe per esempio trasformare il nostro in un laboratorio di transizione, cioè facendo in modo che i giovani che formiamo possano poi aprire le loro botteghe nel centro storico cittadino. Ma occorrerebbe una pianificazione amministrativa che purtroppo non c’è. Non parliamo poi di pubblicità: siamo ancora fermi agli opuscoli dell’ISOLA perché, per ottenere le risorse necessarie, c’è da percorrere una via crucis di richieste che finora sono cadute nel vuoto”. “Sardinews”, aprile 2003

Argento vivoultima modifica: 2008-01-17T14:25:00+01:00da robchef
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